Nikolay Polissky

Nikolay Polissky is the only land-artist in modern Russian Art. Starting 2000th he was creating most his works in the village Nikola Lenivets, the Kaluga Region, four hours drive from Moscow, from expedient materials and in co-authorship with the local villagers. His art may be called Utopian, both in social and art sense. And moreover, this Utopia is materialized Utopia. In social determination, Polissky succeeded in depicting and reviving a semi-abandoned village, with help of Art turning it into a real cultural center (an international festival of landscape architecture “ArchStoyanie” has been passing here since 2003) and making its inhabitants real participants of a creative process. As to the artistic project of the artist, it is some kind of growing symbolic forms of world architecture in the Russian soil, from ancient times to modernism: the Roman snow aqueduct, Babylonian ziggurat of sheaves, branchwood constructed resemblances of Vladimir Shukhov’s Radiotower or the sky-scraper Defence Arch. Made of local materials and in technique referring to traditional village craftworks or funs, they discover universalism and naturalness of not only archetypical constructions, common to all cultures, but also of some natural phenomena like bird nests or beaver dams.

Nikolay Polissky è l’unico land artista nella contemporanea arte russa. Nell’anno 2000 avvio la sua attività nel villaggio di Nikola Lenivets, nella regione di Kaluga, a quattro ore di macchina da Mosca,in collaborazione con gli abitanti locali.

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La sua arte può essere chiamata utopica, sia  arte in senso sociale. Nella sua determinazione sociale, Polissky a  rilanciare il villaggio semi-abbandonato,  trasformando l’arte in un vero e proprio centro culturale ( international festival of landscape architecture “ArchStoyanie”dal 2003) e rendendo i suoi abitanti reali partecipanti di un processo creativo. Per quanto riguarda il progetto artistico dell’artista, è una sorta di crescenti forme simboliche dell’architettura mondiale nel suolo russo, dai tempi antichi al modernismo. Realizzata in materiali locali e tecniche di  riferimento al tradizionale artigianato del villaggio , scoprono l’universalismo e la naturalezza non solo di strutture archetipiche, comuni a tutte le culture, ma anche di alcuni fenomeni naturali come nidi di uccelli e le dighe di castori.

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http://www.polissky.ru/en/bolshoj-adronnyj-kollajder/

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